
PerCorsi: storie di persone in formazione
Oct 02, 2023Amare è capirsi: il progetto Scuola Fatoma che permette l’inclusione.
Questa testimonianza nasce dall’incontro con Maddalena Fabbi, che ha partecipato alla III Edizione del corso di Operatore umanitario presso INTERSOS lab.
“Love is understanding”. Comincia così la storia di Scuola Fatoma, con una citazione di Tomas - “Fatoma” in ghanese - migrante che ha vissuto all’interno del ghetto più grande d’Italia, a fianco del CARA (Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo) di Borgo Mezzanone. ”Se non ci possiamo capire, non ci possiamo amare”, dice Tomas alla telecamera, davanti a un collettivo di film maker. Il collettivo “A thing by”, formato da cinque ragazzi di Milano, ha deciso di vivere nel ghetto di Borgo Mezzanone per un anno, per raccontare le drammatiche condizioni in cui vivono i migranti nel documentario “One day, one day”. E’ proprio in quel periodo che Thomas ha imparato a scrivere in italiano, riuscendo per la prima volta nella sua vita a scrivere il suo nome. Poco dopo, Thomas è morto in maniera improvvisa, questo ha ispirato i ragazzi a fondare una scuola di italiano in suo nome, la prima di Borgo Mezzanone.
Scuola Fatoma nasce dall’associazione culturale Fotoma Yaiw, per abbattere le barriere linguistiche e culturali tra i migranti che per anni abitano nel ghetto e chi vive nella zona circostante, che in italia invece ci è nato.
Scuola Fatoma si prefigge la missione di colmare un gap: le scuole certificate per l’insegnamento dell’italiano a stranieri si trovano tutte a Foggia, distanti da Borgo Mezzanone, e sono accessibili solamente a stranieri con permesso di soggiorno regolare e già alfabetizzati.
“L’idea era che la scuola fosse vicina al ghetto ma non al suo interno, in maniera che loro potessero uscire dal ghetto e andare in città, mescolarsi con gli italiani. L’idea stessa che loro non facessero lo sforzo di venire a scuola era contro il nostro obiettivo, la scuola è occasione anche per conoscersi un po’ tra di loro” racconta Maddalena Fabbi, Project Manager di Scuola Fatoma, che ha partecipato al Corso di Operatore Umanitario di INTERSOS Lab.
Come altri 500.000 migranti in Italia, quelli del ghetto di Borgo Mezzanone sono spesso senza documenti, oppure stanno aspettando la risposta della Commissione Territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato, per cui non possono accedere alle scuole ufficiali. Inoltre, sono spesso scarsamente o per nulla alfabetizzati, il che rende loro impossibile riuscire a seguire con successo un corso di Italiano A1.
Per fare fronte a tutte queste esigenze, Scuola Fatoma offre due corsi: uno introduttivo di alfabetizzazione, per chi non sa scrivere neppure nella propria lingua madre, e uno in preparazione al livello di italiano A1, per chi sa scrivere nella propria lingua madre e conosce le lettere dell’alfabeto latino, ma non conosce nemmeno una parola di italiano.
Dal momento che il processo di integrazione tra due o più culture deve essere sempre reciproco e mai unidirezionale, Fatoma Yaiw sta progettando anche un corso inglese per i ragazzi locali, che terrà un abitante del ghetto, e un doposcuola per bambini. L’obiettivo è quello di cambiare la visione degli abitanti del borgo affinché, invece che vivere in maniera passiva una situazione che non hanno scelto, facciano esperienza dell’inclusione come arricchimento per sé stessi e per tutta la comunità.