
Intersos Lab promuove l'inserimento nel mondo del lavoro
Apr 15, 2022Intersos è un’organizzazione umanitaria italiana fondata nel 1992 e lavora in prima linea nelle gravi emergenze internazionali per portare assistenza e aiuto immediato alle vittime di guerre, violenze, disastri naturali ed esclusione estrema. Contribuisce, nell’ambito della sua attività, a soddisfare bisogni primari come il diritto al cibo, all’acqua, alla salute, alla protezione e all’istruzione.
Il progetto Intersos Lab interviene nel processo di integrazione dei migranti e delle persone in situazione di marginalità sociale attraverso la costruzione di un ente di formazione accreditato, di servizi di orientamento lavorativo e di supporto psicosociale. Intersos Lab nasce a novembre 2019 nel quartiere di Ottavia in Via della Stazione di Ottavia 129 di Roma, grazie all’importante contributo di un donatore privato. Tutte le attività sono supportate dal lavoro di co-progettazione con le istituzioni locali ed il coinvolgimento delle comunità. Tra queste c’è il progetto di orientamento al lavoro, uno sportello con l’obiettivo di sostenere ed orientare i beneficiari nella possibilità di sviluppare le proprie competenze ed integrarsi nella società attraverso la formazione ed il lavoro. Il servizio è gratuito ed aperto a tutti, a chi cerca lavoro ma anche alle aziende in cerca di personale. Lo sportello offre il servizio in lingua italiana oppure, all’occorrenza, si avvale del supporto di mediatori qualificati.
Quanto è importante la conoscenza della lingua per l'inserimento nel mondo del lavoro?
"È fondamentale, tanto che da questa idea è nata l'esigenza di organizzare dei momenti anche condivisi tra lo sportello e la scuola di italiani per stranieri. Quello che cerchiamo di fare è portarli sicuramente a un livello almeno intermedio di B1. Anche per le mansioni meno qualificate è richiesta una conoscenza della lingua italiana", spiega Mario Di Sepio di Intersos Lab.
Il progetto si rivolge principalmente a migranti; soggetti in condizione di svantaggio sociale ed economico; categorie vulnerabili; titolari di misure di protezione internazionale; donne vittime di violenza e/o di tratta e neet. "Noi lavoriamo con tutti, senza distinzioni. Poi la realtà è che la gran parte dei nostri beneficiari sono comunque categorie vulnerabili come migranti e persone in condizioni di svantaggio economico e sociale, titolari di protezione internazionale e purtroppo anche donne vittime di tratta. Abbiamo, inoltre riscontrato che i 2/3 delle persone che frequentano il nostro sportello sono i migranti", ha aggiunto. "A dicembre 2021 avevamo oltre 200 beneficiari e avevamo fatto circa 600 interventi. Perché può capitare a un beneficiario torni più volte allo sportello. Abbiamo una media di circa tre colloqui con ogni beneficiario". In merito ai paesi di provenienza dei beneficiari, Di Sepio afferma: "Le nazionalità più rappresentate sono sicuramente quella nigeriana, quella senegalese, quella della Sierra Leone e del Marocco. In generale l'Africa è sicuramente uno dei continenti da cui arrivano la gran parte dei nostri beneficiari, insieme al sud America".
Il percorso di inserimento inizia con la fase dell’accoglienza e dell’orientamento di primo livello. Durante questo step di effettua la presentazione del servizio e dell’operatore, la compilazione della scheda dell’utente, la verifica delle motivazioni che hanno spinto l’utente a ricorrere al servizio, la scrittura del curriculum, e l’individuazione del percorso da seguire e chiusura del colloquio. C’è poi la fase dell’autoconsultazione, dove lo sportello organizza uno spazio di libero accesso alle informazioni e ai supporti allestiti attraverso materiali di tipo analogico o digitale. Si passa poi all’orientamento di secondo livello: l’utente viene invitato a rielaborare il suo percorso formativo e professionale alla luce degli approfondimenti portati avanti con l’orientatore e, in maniera condivisa, si pensa ad un percorso formativo e/o professionale che contribuisca al reinserimento dell’utente nel mercato del lavoro. Infine gli operatori dello sportello curano la costruzione di una rete di collaborazione con aziende alla ricerca di personale a cui inviare i curriculum degli utenti in base alle loro competenze.
Importante per Intersos Lab anche la collaborazione con enti nazionali ed internazionali. "Collaboriamo in maniera stabile con il XIV municipio, in particolare con gli uffici dei servizi sociali e con i centri antiviolenza, soprattutto a Casal del Marmo. Siamo in diretto contatto con la Regione Friuli-Venezia Giulia e quindi cerchiamo di dare accesso alle offerte che arrivano da questa regione ai nostri beneficiari. E allo stesso modo siamo in contatto a livello internazionale con la rete Eures, che gestisce la mobilità lavorativa in Europa e in particolare con gli uffici Bazav, centri per l’impiego tedeschi", spiega Di Sepio.
Importante, anche il progetto pilota Perseo (Percorsi Sperimentali per l’Educazione e l’Occupazione), che nasce con l’obiettivo di facilitare l’inserimento lavorativo dei beneficiari attraverso: il sostegno economico per il conseguimento delle qualifiche finalizzate all’assunzione e per la formazione mirata all’autoimpiego; l’incentivazione di percorsi di tirocinio o di apprendistato e di borse di lavoro; l’erogazione di corsi di formazione gratuita di gruppo, riconosciuti dalla Regione Lazio.
Quali sono le maggiori difficoltà riscontrate dall’associazione nell’attuazione di questa iniziativa?
"Sicuramente una mancata corrispondenza tra il ruolo professionale che viene richiesto e quelle che sono in realtà le competenze e le qualificazioni pregresse. Poi c'è il non riconoscimento dei titoli delle qualifiche conseguite all'estero dai migranti e ovviamente la minore esperienza sul mercato del lavoro italiano e le difficoltà linguistiche di cui parlavamo in precedenza. Ed anche la difficoltà di comprendere in maniera adeguata della legislazione che riguarda il mondo del lavoro", conclude Di Sepio.